Fiabe e sorgenti

cascata detta Pisarota - Graiana di Corniglio
Cascata di Graiana, Corniglio (PR) – foto di James Mossali

 

La cascata butta un getto d’acqua
per i bimbi è il culo della mucca.
A risate scende rotolando
disco d’oro la torta di Martino!
Tra biancospini di nuvole vaganti
si fa traiettoria il magico ometto.

 

da Verrà la notte – 96, rue de La Fontaine Edizioni

 

Cadde una goccia sul melo,
ed un’altra sul tetto;
e cinque o sei baciarono le gronde,
e ne risero i tegoli.

Altre andarono a crescere il ruscello,
che andò a crescere il mare.
Ed io pensavo, se fossero perle
che collane verrebbero!

La polvere tornò sulle strade elevate
e gli uccelli cantarono più lieti;
il sole buttò via il cappello
e i cespugli brillarono.

La brezza prese un liuto dimesso
e l’immerse nel gaudio;
una sola bandiera alzò l’Oriente
come segno di fine a quella festa.

 

Emily Dickinson – a cura di Nicola Crocetti – Corriere della sera, Edizioni

 

Nel lago, nella pietra

Van Gogh - Notte stellata
Vincent van Gogh – Notte stellata – 1889 – Museum of Modern Art, New York

 

“Rarità” non facile a trovarsi
tra le cose in natura, lo dicono
quasi di irreperibile genere, die.

Cerniera, saldatura lieve
della calotta suprema
al corpo della terra
nel riposo, sua notte.

Imponderabilità, distende
ogni sua colata, nella forma che
nessun vaso raccoglie.

Una fiamma non la ferisce, ma
in sé la assume, portandola
a un luogo che solo lui conosce.

Nel lago, per le pietre, se ne vanno
la percezione e il suo desiderio, cantando
piano al frusciare convulso delle foglie
sorge, intanto,  la livida lingua del blu.

Oh, ritorna velluto, a sfiorarci…

 

Elogio del grigio

Nebbia sul Naviglio Grande
Nebbia sul Naviglio Grande – foto di Luca Traversa 2020

 

Grey, gris, grigio dai mille toni
e più, nel sangue denso della città
traspare il pulsare umido dei pori
al riparo di muri e umori.

Grigio, grau, gri dalle immense
versificazioni di multipli e
sottomultipli tra nebbie, ancor
prima di versarsi, in frammenti
e specchi, dominio dell’acqua.

Grigio, promessa di ogni cosa
insperata e di colori, pieni danzerete
solo avanti ogni nascita, inclusa
la morte, trova qui posto
e discrezione, di pianto non visto.

Oh grigio, nell’invisibilità
della sorte di cappotti larghi
e rattoppi di vita consunta
che si levava, si getta ora
si getta a terra, negli occhi.

Il passante ha pronto l’ombrello
dell’inverno, a schiudersi ancora
non lontana sarà l’altra stagione
certo non invisa, aspettata

lei conosce l’indifferenza
apparente, il sorriso del grigio.

Luce del grigio, ritorna a flettersi
non ne calpesta le vibrazioni
il gioco attento dei caratteri
“se ristrutturi, risparmi”.
Domani i rami incideranno l’aria
il respiro di molti, si farà più chiaro.

C’è tutto in questa città, come un urlo
in sé porta ancora (sua disparte), la cicatrice
dell’obbligo al lavoro, la fatica dei giorni
mai uguali e incerti, declino delle infinite
sue varianti, espressioni del grigio.

 

 

 

Prima che il gallo canti

Rappresentazione moderna dell’Ifigenia in Aulide di Euripide: l’attrice esegue un monologo attorniata dal coro di donne calcidesi che intona un canto

 

Un grido! Prima che il gallo canti.
E’ Rachele che piange il suo figlio
il suo figlio, che non è più.

Alla trave nera di lacrime
non rifugge il dolore… risale
risale, il dolore dal petto.

Dal petto alla testa, risale
riprende il dolore… Non è il canto del gallo
è Rachele che piange suo figlio,
quel figlio che non è più.

Più forte, in ginocchio, è Rachele che piange.

Voi che fate? Vi stringete.  Con gli sguardi,
di quel corpo, sapete. E’ Rachele che piange…
piange per suo figlio che non è più.

 

Per la poesia

Cimitero ebraico - Praga
Cimitero ebraico – Praga

 

Dove trovare la parola per la poesia?

Non sul comodino al risveglio

come quella volta. Attendila, però.

Non dal  vuoto filosofeggiare.

Sul ciglio della strada scomposta

oltre il dirupo, dimenticata.

Nel turbamento dell’orto in abbandono

oltre l’incendio del relitto d’acciaio

fin su, alla montagna scheggiata.

Trovala, nelle ombre del bosco

giù in basso, se puoi, ancora di più

dentro al cespuglio con le sue spire,

da lì si affacciano gli infanti

coi  loro improponibili resti.